9ª Lago Maggiore Half Marathon 2016 – Pacer

Filippo e Stefano Pacer

Filippo e Stefano Pacer


Altro giro. Altro regalo. Altra MezzaMaratona.

Questa volta con un ruolo un pò diverso. Quando io e Stefano ci siamo iscritto quest’inverno a Pisa, abbiamo deciso di iscriverci come Pacer alla 9ª Lago Maggiore Half Marathon 2016.

Due tempi sicuramente diversi ma con l’intenzione di fare per una volta una corsa completamente differente. Per me la prima, Stefano invece l’aveva già provato alla Deejay Ten.

A noi si aggiunge anche Michele Checchia degli Spilli nel Ginocchio, ormai compagno di parecchie avventure da runner.

Partenza ore 7.20, Lodi.

È come sempre troppo presto per parlare e invece ci ritroviamo a canticchiare, fare foto, ridere per far passare velocemente l’1h30 di viaggio che ci aspetta.

Lui correrà ma non da pacer e cerchiamo di incitarlo a fare il suo personale anche se tra meno di un mese sia lui che Stefano dovranno affrontare la Milano City Marathon 2016.

Usciti dalla Lombardia il paesaggio è ovviamente spettacolare, completamente avvolto dalla neve caduta il giorno prima, ma come ci avevano già comunicato la gara si sarebbe svolta senza intoppi.

Inizialmente ho avuto un pò di timore per l’eccessivo freddo e invece, dopo aver aspettato ancora qualche minuti, il cielo si è improvvisamente aperto e le nubi hanno lasciato spazio a un sole caldissimo.

Bene così!

I Sarzanas Nel Ginocchio

I Sarzanas Nel Ginocchio


Parcheggiamo vicini al centro EXPO e ci facciamo accompagnare da un gentilissimo ma fin troppo loquace fotografo.

Lo spazio dedicato ai runner è completamente nuovo e un pò spoglio ma sicuramente accogliente, soprattutto per il caldo.

Io e Stefano prendiamo il pacco gara da pacer e ci ritroviamo con Michele per cambiarci e prepararci. Alle 10:00 briefing.

Alle 10:00 io sono in coda per andare in bagno. Con i palloncini da pacer al mio seguito. Qualcuno mi chiede quale sarà il mio passo e mi sento subito un pò orgoglioso di aver intrapreso quest’avventura.

Raggiungo nuovamente Teto e Michele così possiamo portare le nostre borse sui camion e iniziare a riscaldarci.

Sulla strada incontriamo anche Marco Liuzzi, un altro compagno di running. Ci riscaldiamo velocemente e dopo averli salutati con un “In bocca al lupo”! mi infilo nella griglia dove già moltissimi corridori aspettavano di capire chi avrebbero dovuto seguire per il proprio personale.

Mi raggiungono anche gli altri due compagni Pacer Stefano e Giovanni e stabiliamo come procedere sul ritmo gara.

5’41″/km sarebbe il passo reale. Tenendo conto di 2 minuti dallo sparo invece 5’35″/km.

Alcuni runner sono un pò spaventati. E li capisco benissimo. Cerco di incoraggiarli, ma il tempo scarseggia, lo spazio si restringe. Per fortuna la griglia di partenza è completamente al solo quindi quegli ultimi 5 minuti sembrano passare velocissimi.

Pacer 2h

Pacer 2h


 

Si parte!

Partenza 9ª Lago Maggiore Half Marathon 2016

Partenza 9ª Lago Maggiore Half Marathon 2016


La strada è ancora leggermente bagnata dalla neve che nel frattempo si è sciolta alle prime luci del mattino.

Passaggio sotto al ponte. Curva ripida in salita e primo ponte.

Cerchiamo di alzare subito il ritmo per recuperare il tempo perso. Saluto Marco che intravedo dall’altra parte della strada e incito i nostri compagni a non mollare subito, a resistere ai primi strappi. Così sarebbe stato molto più facile dopo.

Rotonda alla fine del ponte e dietro-front.

Il passaggio al primo km è altissimo: 5’59”.

Io e Stefano (il pacer) ci guardiamo e alziamo ancora leggermente l’andatura e chiudiamo il secondo a 5’38” e il terzo a 5’24”.

Mantenere un’andatura costante non è sempre semplicissimo. Per i primi 10km ci stabiliamo fissi sui 5’30” che sarebbe un’andatura quasi da 1h55’00” e sento alcuni che iniziano a faticare ma cerchiamo sempre di tenerli vicino a noi staccandoci e andando a riprendere quelli che si lasciano andare.

Il percorso è molto vario, alcuni rettilinei lunghi ma quasi sempre in salita o discesa. Questo ti permette di variare il passo e rilassare le gambe, ma soprattutto evitare che le gambe stessa compiano ripetutamente lo stesso movimento per 2 ore.

Superiamo il pezzo più noioso del percorso subito dopo la deviazione e ritorniamo sul lungo lago.

Il vento è forte. Tanto forse che sento i palloncini tirare e di conseguenza la maglia tirare sul mio collo. Ma io, noi, non possiamo rilassarci, mollare o rallentare.

Salite o non salite cerchiamo di mantenere il passo più costante possibile.

Al 16esimo chilometro, dopo il rifornimento, guardo il cronometro dal RealTime e finalmente posso esultare con i miei compagni: siamo riusciti a recuperare il tempo perso dallo sparo. Anzi: siamo in anticipo di circa 10/15 secondi.

Vietato mollare.

Un’altra salita. I corridori iniziamo a sentire i primi crampi e io inizio a sentire le prime fatiche. Nonostante tutto, 16 chilometri sono sempre 16 chilometri.

Tiriamo ancora.

Purtroppo però sento inevitabilmente che sto rallentando, per non mollare tutti quelli che sono rimasti con noi fino a quel momento.

Qualcuno ci sta staccando davanti e tifo per loro.

Qualcuno invece non ne ha proprio più.

Dico a Stefano e Giovanni di rimanere davanti con gli altri. Io invece rimango con una runner che prima della partenza mi aveva gentilmente chiesto “Al 15esimo avrò bisogno di aiuto. Anche al 18esimo e al 20esimo.”

Allora mantengo la parola. La incoraggio, le dico che manca solo un chilometro.

Però manca anche una salita, l’ultima, veramente tosta.

Guardo il Garmin e vedo il passo istantaneo a 7’15″/km.

“Dai! Dai!”

Scolliniamo e davanti a noi rimane solo l’ultima discesa e l’ultimo rettilineo.

Immagino i suoi pensieri: vuoti. Come ricordo le prime Mezza Maratone che facevo e il sogno di arrivare sotto le due ore lì davanti.

Lei penserò sicuramente di non avercela fatta. Ma dal crono in partenza siamo in netto vantaggio. Le chiedo se ha ancora forza di fare un ultimo scatto.

Fa un cenno con la testa e scatta. Ma lo scatto dura 5 metri. Lì capisco che non ne ha veramente più.

La folla inizia a incitarci. Dal RealTime le 2 ore sono scattate da qualche decina di secondi. Il nostro crono segna 1h59’00”.

La prendo per mano e quasi letteralmente la trascino. Gli ultimi due metri però sono solamente suoi, se li è meritati io ero lì quasi solamente per sbaglio per cui mi stacco e l’applaudisco anche io.

1h59’06”.

Filippo all'arrivo

Filippo all’arrivo


Ho l’unico rimpianto di aver fallito l’obiettivo delle 2 ore dal RealTime per circa 30/40 secondi.

Ma sono completamente soddisfatto per aver sentito dopo aver tagliato il traguardo ben più di una persona darmi una pacca sulla spalla e sentire:

Grazie

La gara è stata stupenda.

Paesaggio incredibile.

Meteo perfetto.

Organizzazione precisissima.

Compagnia super.

Dubito seriamente sarà l’ultima volta che proverò a fare da pacer.

Una medaglia più pesante ma da portare con ancora più gioia del normale.

Quindi, grazie!

I Sarzanas Nel Ginocchio

I Sarzanas Nel Ginocchio

Pranzo cino-giappo-italo-brasiliano e si ritorna a casa.

 

Filippo

 

 

Filippo

Filippo “Probo” Sarzana. IV del suo nome. Finge di essere un runner professionista comprando gli accessori più disparati ma continua a faticare ad abbattere il muro dei 5′ al KM.

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2 Responses

  1. Michele says:

    Bravo, bravissimo!!! Bravi tutti!
    Anch’io vorrei prima o poi provare l’esperienza da pacer.
    Per caso l’8 maggio venite alla Mezza di Piacenza? http://www.placentiahalfmarathon.it/
    Se si mi piacerebbe conoscervi, Michele ho avuto modo di conoscerlo alla mezza maratona di Lodi lo scorso anno.

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