Corro per capire perché corro

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Ma non ti annoia la corsa?
No, non mi annoia. Mi annoia smettere di correre, semmai. Mi annoia smettere di cercare. Mi schiaccia a terra la sensazione di impotenza di fronte a un infortunio che mi costringe a star ferma.
Piuttosto, tu, non ti annoi a stare sempre fermo?

È lo sport più faticoso che abbia mai praticato, perché in ogni maledetto istante mi fa pentire di aver mosso il primo piede, perché mi butta addosso sofferenza e fiatone. Ma è anche lo sport più difficile da abbandonare, perché mi crea quell’assuefazione che non porta mai ad overdose. Come un amante, mi maltratta, mi emoziona, mi fa sentire libera e mi incatena dolcemente: brontolante, mi allaccio le scarpe pregustando la fatica e la sensazione di muscoli indolenziti che mi faranno sentire più forte durante tutto il resto della giornata.

Perché chi corre si sente forte. Come il predatore a caccia della preda, domino il mio corpo attraverso la corsa, sapendo che è lei a dominare me. Perché la volta successiva sarà la voglia dell’aria sul viso, del respiro mozzato, del controllo sul movimento a spingermi ad allacciarmi le scarpe. C’è sempre quel sottile filo rosso che mi tira, che mi spinge fuori casa, la mattina, la sera, sotto il sole cocente, la pioggia battente, l’umidità che mi tappa il fiato. Corro per inseguire quel filo rosso, che a sua volta insegue me. Corro per capire da dove giunge quel filo rosso.

Corro per capire perché corro.

Filippo

Filippo “Probo” Sarzana. IV del suo nome. Finge di essere un runner professionista comprando gli accessori più disparati ma continua a faticare ad abbattere il muro dei 5′ al KM.

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