La giornata no

La giornata NO

4 gennaio 2015.

Sarebbe dovuto essere il giorno del test della Mezza Maratona dopo 3 mesi di allenamento con Nike.

Qualche timore la notte prima, qualche difficoltà a prendere sonno perché prima di addormentarmi penso a ogni lap che avrei fatto, il ritmo che avrei tenuto per i primi km. A che punto avrei guardato il mio Garmin per sapere come stavo andando. Ogni quanto avrei messo i lap automatici: 1 o 5 km?

Sicuramente fisse mentali che solitamente mi aiutavano a prendere sonno la notte prima di una gara o un allenamento importante.

Questa volta avrei corso con Matteo e con Giulia.

Ore 05:30, finalmente prendo sonno, ma passa un solo secondo e sono già le 10. La sveglia suona. Non mi sento benissimo.

Leggo il messaggio di Matteo che mi dice che non ce l’avrebbe fatta e allora iniziano i rituali: guardo fuori e c’è un bel sole, bevo il caffè, mi vesto, preparo la borraccia con i sali e la borraccia con l’acqua, faccio lo zaino che avrebbe tenuto Giulia per me, allaccio le scarpe e sono pronto.

 

Quello a cui non ero effettivamente pronto era una temperatura primaverile e il sole ben alto nel cielo a riscaldare ulteriormente il Naviglio.

Penso che potrei avere caldo. Non penso però che con quello stesso abbigliamento ho corso a Lodi con 5° e il 100% di umidità. Nella mia testa so già che sto partendo male.

Click e si incomincia. Il primo km passa velocemente, guardo il lap a 5’32” e mi dico che è un ottimo ritmo, in linea con le aspettative per continuare ad accelerare km dopo km per avere una media di 5’20”, questo almeno era il mio obiettivo.

 

KM 2.

Inizio a sentire il caldo, nel frattempo mi sono spostato sull’altro lato del naviglio poiché pensavo che fosse ancora chiusa la pista ciclabile. Ne approfitto per stare all’ombra dei palazzi e tiro su le maniche della ProCombat della Nike.

 

KM 3.

Il caldo inizia a farsi sentire parecchio, sento le gambe cuocere e sento il sudore scorrere ed ansimo. Ansimo veramente tanto. Guardo il Garmin e sono effettivamente in Zona 6. Com’è possibile? Ritmo instantaneo: 5’15”. Ritmo medio: 5’23”.

Non mi sento un granché bene.

 

KM 4.

Inizio a pensare di fermarmi. Decido di resistere fino al 5° km per togliermi la maglia sotto e bere un sorso di sali minerali, illudendomi che questo bastasse a farmi riprendere.

Passo il cavalcavia sopra il Parco Ex Area Pozzi.

 

KM 5.

Mi fermo. Mi sento male. Giulia mi passa i sali, io mi tolgo la maglia e mugugno. Lei cerca di tirarmi su, dice di continuare fino ai 7.5km, così sarei stato più vicino alla metà. Ma io mi sono già quasi totalmente demoralizzato.

 

KM 6.

Riparto un pò più lento, dandomi il tempo di rifiatare.

5’40”.

Niente, le gambe non girano, il fiato non regge. Fa troppo caldo. Sono partito male.

Abdico. Bandiera bianca.

 

6 KM a 5’24” e 170 di frequenza cardiaca media.

Ha un pò il sapore di disfatta. Ci sono rimasto male perché ci credevo tanto. Forse troppo.

 

Forse il crederci troppo mi ha fregato. Ma ci riproverò senz’altro.

 

Filippo

Filippo

Filippo “Probo” Sarzana. IV del suo nome. Finge di essere un runner professionista comprando gli accessori più disparati ma continua a faticare ad abbattere il muro dei 5′ al KM.

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