Milano è piccola.

Sono un profondo sostenitore della teoria “il modo migliore per conoscere una città è correndoci” da ormai molto tempo. In occasione di ogni mio viaggio non perdo mai l’occasione per mettere in valigia le mie scarpe, una maglietta e un paio di pantaloncini e partire alla scoperta di nuovi angoli anche di città già conosciute.

Con questa scusa solo quest’anno sono riuscito a correre a Roma, in Puglia, in Trentino Alto Adige, in Veneto, nella Città del Vaticano e, andando verso mete più “esotiche”, a Lugano, Vienna, Oslo, Molde, Bergen e Dubai, perfino in mezzo al deserto. È una cosa che mi piace e che mi fa stare bene e che paradossalmente mi fa correre anche più veloce. Sarà la paura di perdersi e di voler tornare al punti di partenza, sarà l’entusiasmo di scoprire cose nuove, ma tendenzialmente ogni città nuova corrisponde ad un’uscita particolarmente soddisfacente dal punto di vista delle prestazioni e non solo.

Run

Ad agosto ho iniziato la preparazione per la mia prima Maratona – Reggio Emilia – e già con settembre sono iniziati i primi lunghi. Corri sulla Martesana una volta, sfrutta una trasferta quell’altra, spingiti fino alla fine della metro quando hai finito le alternative e beh, insomma, ti rendi conto di una verità incontrovertibile: Milano è una città piccola, podisticamente parlando.

Da un capo all’altro difficilmente arrivi a coprire 15km, il raggio della circonvallazione esterna sfiora i 6km nei punti più distanti (Vienna e Dubai a spanne toccano rispettivamente i 25kme i 50km da capo a capo, giusto per fare degli esempi) e a volte anche inventarsi un percorso alternativo per correre 10km è praticamente un’impresa se si esce dai luoghi soliti noti, a meno di non correre in mezzo al traffico, cosa che personalmente eviterei.

E quindi per i prossimi 32km non mi resta che scegliere tra le attraenti nebbie del Sud Milano o tra le avvolgenti nebbie brianzole.

Michele

Primo della famiglia a dedicarsi alla corsa, ora il più scarso del gruppo. Sfoga le sue delusioni nell’allevamento dei pansqualaiali e nell’abuso di Kebab. Ciò nonostante, non rotola ancora.

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